Perché questo album non si chiama Fistful of Planets 3? Dopotutto, è pur sempre un’opera solista di Elisa Montaldo. Ci sono persino alcuni brani riutilizzati da Fistful of Planets 1 e 2..
Beh, il titolo di questo quarto album, “Looking Back Moving Forward”, fornisce la chiave di questo enigma: guardare indietro, andare avanti.
Dietro di loro ci sono Fistful of Planets 1 (2015) e Fistful of Planets 2 (2021), ma anche, naturalmente, Dévoiler (2020). Tre album in dieci anni, un decennio, un ciclo completo in un certo senso. Ma soprattutto, un periodo durante il quale Elisa, l’artista ma anche la donna, ha progredito nel suo percorso di vita.
Dieci anni dopo Fistful of Planets 1, ha sentito che era giunto il momento di andare avanti. Naturalmente, questo passo cruciale non è avvenuto dall’oggi al domani. Dubbi, esitazioni, a volte persino una perdita di orientamento, fanno parte di un percorso naturale per raggiungere una serenità perduta, forse persino sconosciuta, e per percepire finalmente con chiarezza la luce di una nuova alba.
Questo nuovo giorno è arrivato.
Poi arriva la decodificazione. Perché Elisa procede sempre a modo suo, con tocchi sottili. Queste quattordici vignette musicali sono come marcatori emozionali che, una volta ascoltati e riascoltati, rappresentano uno specchio sfaccettato. Ci si può muovere, cambiare l’angolo di percezione e quindi discernere onde fluttuanti e riflessi mutevoli. Questa è un’impressione inquietante spinta all’estremo con le sei episodi strumentali che formano la suite “The Dreamcore Bubble”.
Quindi, lo so, mi direte che non parlo molto di musica in questa recensione. Pensatec: La musica è fatta di emozioni, sensazioni, vibrazioni. Sta a voi scoprire questo album, che risuonerà con la vostra sensibilità. Questo è sicuramente il motivo per cui sono così personalmente commosso da “You’re with me” e “All di là delle idee”.
Ma poiché mi sento generoso, vi suggerisco di concentrarci su due brani eccezionali che dovreste ascoltare per primi. Innanzitutto, il magnifico mottetto profano “Alone or not”, una vera e propria cattedrale vocale formata dalla voce commovente di Elisa, unita ai cori di Francesco Ciapica, registrati su ben sedici tracce per un risultato semplicemente splendido. Poi è arrivato il brano “Looking back – Moving Forward”, con il duo Elisa Montaldo – Barbara Rubin (e con Francesco Ciapica ancora una volta presente) all’apice di ciò che si può fare in termini di sensibilità.
Spero di avervi fatto venire voglia di acquistare e ascoltare questo album, quindi non perdete l’occasione che Elisa vi offre.
tracklist :
1 – Raining solitude
2 – Still Floating / we didn’t waste time
3 – Alone or not (modern vampire)
4 – The Bunyan Effect
5 – You’re with me
6 – Al di là delle idee
7 – Northern Woods
“The Dreamcore bubble” (8 à 13)
8 – Out of the cold white desert
9 – 1941 the path
10 – Pastel markers
11 – 30 January
12 – Wesak (LoFi version)
13 – Watermelon in Easter hay
14 – Looking back, moving forward
Line-up:
Elisa Montaldo (vocals, backing vocals, piano, Rhodes piano, Roli Seaboard Rise 2, keyboards, synthesizers, autoharp, Native American flute, hulusi flute, mandolin, African percussion, ocarina, effects).
Guest musicians: Mattias Olsson (drums, percussion),
Francesco Ciapica (vocals),
Barbara Rubin (vocals and violin),
Carmine Capasso (guitars, theremin, sitar),
Giacomo Castellano (electric guitars),
Carlo Guardamagna (bass)



