“Lost in the spinning sound” è il dodicesimo album in studio di The Dining Rooms, duo milanese formato da Stefano Ghittoni e Cesare Malfatti che nel corso della propria lunga storia discografica ha sviluppato uno stile originale in bilico tra atmosfere cinematiche e rallentamenti funk, dub e musica ambientale.
Alfieri da sempre della battuta lenta e strumentale (ovvero ciò a cui anni fa si faceva semplicemente riferimento con l’espressione ‘trip hop’), si sono nel tempo cimentati anche nella forma canzone invitando vari ospiti vocali a partecipare ai loro dischi in una formula molto in uso nella scena di riferimento, che ha avuto nei Massive Attack l’esempio probabilmente più importante e riconoscibile. Quindi, successivamente ai loro primi due album, principalmente strumentali, le produzioni di The Dining Rooms sono sempre state in bilico tra brani strumentali e cantati, questi ultimi con ospiti sempre differenti.
In questo disco invece l’ospite vocale è uno solo, Chiara Castello, già al lavoro col duo nei due album precedenti e membro di I’m Not a Blonde. La collaborazione di Chiara con Stefano e Cesare ci porta un album lento, notturno, orchestrale, molto minimale e sempre in bilico tra folk e blues con liriche molto profonde che indagano i meandri delle relazioni interpersonali mai come in questo periodo implose e complicate.
La copertina del disco, un illustrazione di Sara Vivan, esprime invece l’idea di metamorfosi e ci esorta a perdersi nei suoni che ci circondano e che ci proteggono. È anche il messaggio principale del disco: perderci anche per proteggersi un po’. Andare quasi alla deriva e trovare nuovi approdi più sicuri e sereni.



